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domenica 14 novembre 2010

In italia si può parlare di un effetto Candio?















Si sono concluse trionfalmente le Wsop 2010, per la prima volta abbiamo avuto il piacere di avere un italiano al tavolo finale e la possibilità, fino a pochi giorni orsono impensabile, di assistere in diretta televisiva all'evento di poker più importante dell'anno. Finita l'ubriacatura da evento e l'emozione collettiva per le gesta del nostro connazionale piazzatosi degnamente a un passo dal podio, la parola passa ai media, i quali da circa due anni a questa parte trattano il fenomeno poker in maniera eterogenea. Ascoltando i servizi dei principali tg nazionali che hanno riportato la notizia, si intuisce come la trattazione della materia sia differente. Il Tg1 confeziona un servizio chiaramente distorsivo e fazioso, il Tg5 invece inserisce l'impresa di Candio nel contesto degli altri sport cosiddetti minori nei quali la pattuglia italiana si sta facendo apprezzare in tutto il mondo, come per esempio il golf o il tennis femminile. Un giusto riconoscimento dell'aspetto sportivo del gioco del poker e un bel passo avanti rispetto a un servizio mandato in onda due mesi fa in cui si diceva tutt'altro. Ora la domanda da porsi è: che effetto produrrà l'impresa di Filippo Candio nel panorama italiano? é indubbio che le resistenze culturali e sociali nei confronti del poker si stiano progressivamente smontando grazie ad un'attenta opera di educazione del pubblico e di gestione complessiva del fenomeno, tuttavia le distorsioni non mancano. Il poker ha ancora delle difficoltà a liberarsi dall'alone di gioco d'azzardo che lo ha accompagnato per anni e difficilmente si svincolerà fintantochè non ci sarà una visione chiara e comune del fenomeno. La percezione comune del gioco da parte di una buona parte del pubblico è legata ancora all'immagine di bische fumose, malavita e famiglie in rovina. Ma questa è solo l'immagine sbiadita che rimane impressa nella mente di qualcuno a cui non interessa capire la sostanza delle cose e si sofferma solo sulla errata forma. Niente di tutto questo. La sostanza ci dice che il poker alla stregua degli altri giochi è uno sport che coinvolge l'abilità, il ragionamento, la resistenza fisica e anche la fortuna. Come tutte le competizioni in cui gira del denaro chiaramente ha una componente economica, ma al giorno d'oggi domandiamoci quale sport non è legato a doppio filo al business? Inoltre i grandi eventi sportivi per caso non contribuiscono a creare ascolto nei media? E il pubblico che segue i media non si appassionerà al gioco del momento producendo un indotto per tutti coloro che sono interessati alla catena del valore economica? A parte questa digressione e la liceità di questi quesiti,  quello che rimane oggi nella mente delle persone e di coloro che hanno seguito con i loro occhi le gesta al tavolo verde, è l'immagine di un gioco, uno sport come tutti gli altri e di un giovane che abbiamo incoraggiato e ci ha fatto emozionare proprio come fece Fabio Grosso ormai quattro anni fa nella finale Mondiale. Seduti al tavolo non vi erano biscazzieri, mafiosi o gente di malaffare, ma semplicemente dei ragazzi come noi impegnati a dare il massimo di loro stessi per raggiungere un traguardo, il titolo di campione del mondo e ovviamente il denaro messo in palio. E a tifare per loro c'erano familiari, amici, conoscenti proprio come la domenica allo stadio si incoraggia la squadra del cuore. Vorremmo che queste immagini rimangano impresse negli occhi dei tanti appassionati e di coloro che con scetticismo e sospetto guardano al poker ancora come un gioco d'azzardo.

lunedì 8 novembre 2010

Filippo Candio al tavolo finale: una mano da brividi!




"Ne poteva tirare giù anche otto!": è il commento di Maurizio Caressa su questa mano di Filippo Candio nelle fasi iniziali del final table. Si può dire di tutto della cara e vecchia televisione, ma le emozioni di un evento sportivo in diretta sono veramente pazzesche soprattutto quando c'è un nostro connazionale in gioco. In questo breve spezzone ripreso dalla diretta di POKERItalia 24, Candio ha la fortuna di avere la migliore mano di partenza, AA, da una posizione altrettando favorevole dimostrando però di saperlo mimetizzare sapientemente. L'avversario è costretto a chiamare con AK e si scontra dolorosamente contro la mano migliore del giocatore italiano. Il resto è tutta un'emozione collettiva!

L'eliminazione di Candio ad opera di Cheong



Ormai sono rimasti in quattro al tavolo con Duhamel saldamente al comando dalla prima mano. Cheong si trova al secondo posto con uno stack quadruplo rispetto a quello di Candio che rimasto corto insieme a Racener, in quarta posizione, decide di mandare all in con KQ suited. Il call costa all'americano solo 18 milioni e con A3 è più che giustificato. Candio dopo aver giocato un grande tavolo finale chiude in quarta posizione e si porta a casa ben 3 milioni di dollari. Sfuma il sogno di portare in Italia il primo braccialetto del Main Event, ma rimane la soddisfazione e la consapevolezza di aver fatto un torneo straordinario e di essere stato l'unico giocatore europeo in questo final table. Ancora tanti complimenti a Filippo.

venerdì 10 settembre 2010

Wsop 2010 Main Event: che giocata di Candio!


Oggi vi propongo uno degli episodi trasmessi dal broadcaster americano ESPN, il canale che detiene in  esclusiva i diritti di trasmissione delle Wsop (World Series of Poker), le quali si svolgono ogni anno al Rio Hotel Casinò di Las Vegas. L'evento in questione è il torneo principale dei cosiddetti "Mondiali di poker", il no limit texas hold'em ossia la specialità che fa impazzire da due anni a questa parte gli italiani. I giocatori iscritti all'ultimo e più prestigioso evento delle World Series pagano un diritto di ingresso (buy-in) di 10mila dollari. Una cifra certamente non per tutte le tasche, ma che negli ultimi anni vede confluire nella capitale del gioco americana centinaia di professionisti, dilettanti e appassionati più o meno abbienti alla ricerca del colpo che può cambiare la vita. Quest'anno fra più di 7000 partecipanti e una nutrita pattuglia italiana, un montepremi da capogiro di quasi 69 milioni di dollari e un primo premio da 8,9 milioni, un italiano per la prima volta nella storia accede al tavolo finale dei famosi "November nine". Si chiama Filippo Candio, viene da Cagliari e contenderà ad altri otto giocatori il titolo di campione del mondo per la conquista dell'agognato braccialetto, simbolo del miglior giocatore di poker dell'anno. Il tavolo finale si giocherà per esigenze televisive il 6 novembre e verrà trasmesso, come su detto, dall'emittente americana ESPN. Certamente un grande traguardo per il giocatore cagliaritano e uno spot per il giovane movimento pokeristico italiano che deve scontare un gap temporale con altri paesi in cui il poker è considerato una disciplina sportiva già da un po' di anni. Ritornando alla clip in questione, Candio si rende protagonista di una giocata non proprio da tutti. Il buio piccolo e il grande sono 1000/2000. Egli dopo aver rilanciato per primo con coppia di 6 di 5700 sulla chiamata del giocatore che lo precede alla sua destra (Williams) in possesso di A7 in mano, si trova subito dopo a dover fronteggiare due rilanci sostanziosi. Il primo rilancio di 15000 con AK dal giocatore immediatamente alla destra del dealer e penultimo a parlare (Melvin tecnicamente in posizione cutoff), il secondo rilancio di 38200 sempre con AK dal giocatore sul piccolo buio (Mercier). A questo punto Williams passa agevolmente la mano, mentre Candio con due giocatori dopo di lui ancora in gioco, non esita a chiedere il conteggio delle chips dell'avversario e fare un instant all in, il quale appare veramente un azzardo visto il progredire della mano. Melvin infatti subito dopo di lui si trova costretto a foldare un'ottima mano, mentre Mercier, alquanto pensieroso e sospettoso, anch'egli in possesso di una mano forte non può fare altrimenti di fronte a 216mila chips sbattutegli davanti e una chiamata difficile che avrebbe potuto compromettergli gran parte del torneo. Alla fine Filippo vince un gran bel piatto con una giocata audace, studiata, forse azzardata, capace sicuramente di dargli un ulteriore spinta per raggiungere, seppur con un po' di fortuna che non guasta mai, il tavolo finale.